L’assurda storia della scuola civica di formazione musicale


Centro formazione Musicale
Dopo quasi 40 anni di attività un baluardo culturale della Città rischia di andare perduto.

La Civica Scuola di Formazione Musicale è stato uno dei migliori progetti partoriti dalla prima “non ottusa” amministrazione di centro sinistra di questa Città, nei lontani anni ’70. Nel corso della sua lunga esistenza la Scuola ha consentito a migliaia di torinesi di ogni ceto sociale di avvicinarsi alla musica e ha permesso a molti di loro di proseguire un percorso verso la professione o più semplicemente di arricchire le proprie potenzialità espressive.

Ci risulta che qualche mese prima della pausa estiva siano giunte ai dirigenti comunali responsabili del progetto, le preoccupate richieste di chiarimenti inviate sia da genitori di studenti iscritti della Scuola sia da parte del corpo docente, sulle difficoltà che gravano sul futuro dell Scuola.
Agli appelli l’Amministrazione ha risposto – per bocca dei suoi dirigenti – che il problema era da addebitare alla carenza di personale amministrativo, promettendo soluzioni.
A quanto sembra nulla, ad oggi, è stato risolto e il risultato è che la scuola rischia di perdere iscritti e credibilità, mettendo in discussione la sua stessa sopravvivenza. La dirigenza comunale, sollecitata dai docenti , non ha individuato risposte efficaci, rimbalzando sul corpo docente, assunto da decenni con contratti temporanei, l’incombenza di trovare formule alternative capaci di togliere d’impaccio l’amministrazione, sollevandola dalle sue responsabilità.

Agli insegnanti è stato proposto di costituire un’associazione che assumesse la gestione della scuola. Tale strada è stata giudicata impercorribile dai docenti in quanto sarebbe ricaduta interamente su di loro la responsabilità di un eventuale fallimento e le annesse conseguenze.

Risale all’11 giugno una nostra interpellanza che nasce dalle segnalazioni riportate da alcuni giornali e da cittadini preoccupati di quanto si andava profilando alla Scuola alla fine dell’anno scolastico 2014. La carenza di personale, paventata dall’Istituzione e denunciata dai cittadini e insegnanti, prefigurava un ritardo nell’avvio delle procedure di routine, quali la raccolta delle iscrizioni e le prove selettive conseguenti. Le domande contenute nell’interpellanza non hanno avuto ancora risposta (sono passati due mesi e mezzo) e quanto si denunciava è divenuto un’amara realtà.

E’ triste, davvero triste, vedere come a distanza di mesi la situazione non si sia ancora risolta. A rimetterci ovviamente è la credibilità della scuola e il suo patrimonio di anni di formazione.