È stato un lungo cammino


cammino

È stato un lungo cammino iniziato cinque anni fa quando oltre 20.000 torinesi ci hanno dato la possibilità di entrare per la prima volta nella Sala Rossa per iniziare a mettere i semi di ciò che sarebbe successo dopo.

In questi anni molte persone si sono avvicinate a noi e hanno portato le loro idee, la loro esperienza, la loro visione e tutti insieme abbiamo lavorato per costruire un progetto per dare un nuovo corso alla nostra città.

È stato un lungo cammino anche questa campagna elettorale. Iniziata più di 7 mesi fa, è stata intensa e faticosa ma l’abbiamo affrontata con impegno e generosità, senza mai perdere il sorriso, anche nei momenti difficili. Abbiamo incontrato decine di migliaia di persone che volevano tornare a occuparsi della propria città e dei suoi beni comuni, abbiamo assistito ad una voglia sempre crescente di mettere in discussione i problemi reali e le criticità rimaste senza risposte di Torino.

Ci siamo presentati così come siamo, abbiamo presentato il nostro programma, abbiamo scelto i nostri assessori e i torinesi, permettetemi di dirlo, ci hanno accolto con un rinnovato interesse per la politica e un calore difficili, se non impossibili, da descrivere.

Ma noi, altro non siamo che un piccolo frammento della storia della nostra città. Riceviamo l’eredità di coloro che prima di noi hanno costruito tutto ciò che ora ci circonda, in due millenni di Torino. In questa storia ci sono le vittorie per la nostra libertà, in quell’orgoglioso 1706 impresso sulla nostra bandiera, e ci sono le tante vite di quelle famiglie che, partite da città e paesi sempre più distanti, qui sono venute per far crescere i loro figli e costruire il loro futuro. Ci sono le sfide che abbiamo saputo vincere, ci sono le idee che abbiamo saputo realizzare e ci sono i primati che abbiamo saputo raggiungere.

Questa eredità abbiamo il dovere di custodirla e lasciarla migliore di come l’abbiamo trovata a chi ci succederà.

E’ stato un lungo cammino e oggi è finalmente giunto il nostro tempo.

Abbiamo la possibilità di costruire una nuova comunità urbana, ma, soprattutto, il dovere di ricucire un città profondamente ferita ricostruendo il rapporto di fiducia tra i cittadini e i loro amministratori.

Raccogliamo una Città che per quasi duemila anni ha camminato  superando ogni difficoltà, da quelle più remote ai fatti di cronaca recente, e noi sappiamo che questa strada non è destinata a chiudersi ma ha un destino che si perde oltre l’orizzonte.

Ringrazio il mio predecessore Piero Fassino e tutta la sua squadra per aver condotto e servito la Città in questi ultimi 5 anni.

Tutti noi siamo Torino e le Istituzioni, gli uomini e le donne che le rappresenteranno, agiranno sempre e solo mettendo al primo posto l’interesse della Città. Ogni torinese dovrà sentire il Palazzo di Città come la propria casa, la cui porta sarà sempre aperta.

Da Sindaco non potrò risolvere tutti i problemi, ma ascolterò tutti, perchè sarò il sindaco di tutti.

Sarà un percorso di cinque anni che faremo assieme a tutti i torinesi, chi entusiasta e chi critico, perché di questa Comunità tutti devono sentirsene parte.

Sono certa che l’opposizione sarà dura e inflessibile, come è stata la nostra nella scorsa consiliatura e mi aspetto che tutti i torinesi siano cittadini attivi e attenti, dai quali ricevere osservazioni e motivate critiche.

Oggi finisce un capitolo della storia di Torino e se ne apre un altro. A me, alla mia squadra e a tutti i consiglieri eletti spetterà il compito di scriverne le parole nelle quali ciascun torinese si possa sentire rappresentato.

 

Siamo pronti a governare la nostra amata città e da domani saremo già al lavoro per servire Torino.

 

Discorso della vittoria, Palazzo di Città – Sala Colonne

Torino, 19 giugno 2016