Mostra Manet: Asproni sapeva che non sarebbe stata a Torino


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Su questa sedia questa mattina alle 12 doveva essere seduta Patrizia Asproni, la ex-direttrice della Fondazione Torino Musei. Non è venuta, e della sua defezione ho saputo soltanto ieri sera attraverso un’anticipazione del Corriere della Sera.

Gli appuntamenti con Asproni

Visto che siamo sul tema e che a più riprese si è sentita la frase “La sindaca non ha mai voluto incontrarmi” iniziamo a chiarire questo punto. Il 19 luglio i miei uffici protocollano una richiesta di incontro da parte dell’allora direttrice Asproni, la quale fa riferimento a una precedente richiesta risalente al 19 giugno (di cui però i miei uffici non hanno traccia). Fine. Queste sono stati i suoi contatti.

In data 4 ottobre – dunque prima che scoppiasse il caso Manet – la mia segretaria chiama Asproni, la quale dà disponibilità solo per la data di oggi, 24 ottobre. Non è grave che non abbia avuto tempo di incontrarmi, ci mancherebbe, è grave che sapendo della situazione che si sarebbe creata pochi giorni dopo non abbia detto alla mia segretaria: “Guardi, non posso esserci fino al 24 ottobre ma chieda alla sindaca di chiamarmi perché ho delle comunicazioni importanti da darle”.

Bastava una telefonata, esattamente come quella che ho ricevuto dalla dott.ssa Asproni, peraltro con toni anche piuttosto pacati, pochi minuti prima della sua conferenza stampa.

Cosa sapeva la Presidente della Fondazione, Asproni

E la Asproni aveva notizie importanti da darmi? Certo che le aveva. Dico così perché qualche giorno fa ho ricevuto una lettera proprio da Massimo Vitta Zelman, Presidente di Skira editore, la società che si sarebbe occupata di curare la mostra di Manet, con il quale mi incontrerò mercoledì.

Nella lettera viene riferito che per il progetto Manet:

“non sussistevano a Torino i tempi, gli spazi e le condizioni che permettessero la realizzazione della mostra, tanto che l’iniziativa, peraltro ampiamente modificata rispetto all’idea primigenia, è stata destinata, in pieno accordo con il Museo d’Orsay, ad altra collocazione”.

E il Presidente ci ha tenuto a ribadire:

“che non esiste alcuna preclusione di Skira alla continuazione del rapporto di collaborazione con l’amministrazione della Città di Torino”.

Nessuna novità dunque, la mostra di Manet non è stata calendarizzata a Torino.
Delle due l’una: o l’ex-direttrice Asproni non ne era a conoscenza – il che farebbe sorgere dubbi sulle relazioni intrattenute con attori fondamentali per la Fondazione Torino Musei – oppure lo sapeva e non ha riferito nulla all’Amministrazione.

In entrambi i casi, per quanto mi riguarda, la fiducia necessaria a una proficua collaborazione nell’interesse della Città è irrimediabilmente incrinata e a tal proposito il Consiglio Comunale si esprimerà a breve.

E permettetemi un sorriso, infine, nel sentire della poca eleganza di cui siamo stati tacciati io e l’Amministrazione quando proprio giorni scorsi l’account Twitter della Fondazione Torino Musei ha espresso dichiarazioni politiche che si rifacevano a posizioni di Asproni.

Come se io twittassi le mie opinioni usando l’account della Città di Torino. Ovviamente non mi sognerei mai di farlo perché il principio della buona amministrazione è la separazione di sfera politica ed istituzionale, anche nella comunicazione. Ritengo anche questo atteggiamento totalmente inadatto a una carica amministrativa di alto profilo come quella della Presidenza della Fondazione Torino Musei.

Spero di mettere oggi un punto a questa situazione e di tornare finalmente a parlare dei progetti culturali che, tutti insieme, svilupperemo per Torino.