Torino ha voglia di cambiare: scriviamo la storia insieme!

Era l’8 novembre dello scorso anno e nella piazza del mercato della Falchera abbiamo presentato la mia candidatura. Abbiamo voluto iniziare proprio di lì perchè per noi è un valore stare in mezzo alle persone, in ogni piazza di Torino senza bisogno della scorta. I politici non devono avere paura dei cittadini che rappresentano.

Ho passato 8 mesi ad ascoltare e raccontare tutte le nostre proposte e i nostri temi: in una parola il nostro programma, scritto insieme a 17 gruppi di lavoro e oltre 400 cittadini che si sono impegnati e messi a disposizione di Torino.  Potete leggerlo tutto quando volete, è online da mesi ed è stato visualizzato da migliaia e migliaia di torinesi.

Oggi vorrei però parlarvi di cosa altri hanno detto in questi mesi, di come hanno distorto le nostre idee e le nostre proposte. Qualcuno sosteneva che dinnanzi ad una novità la prima reazione da parte il Sistema fosse quella di ignorare la nuova proposta, poi di deriderla infine di combatterla. A noi è successo questo. Ciò che stiamo facendo in questa campagna elettorale nasce da questi cinque anni assieme, da un lungo percorso grazie al quale abbiamo messo solide basi.

Nelle ultime settimane abbiamo però assistito ad un certo nervosismo, abbiamo ascoltato frasi che non avremmo mai voluto sentir pronunciare nell’interesse di Torino e dei Torinesi.

Enrico Salza di Intesa San Paolo vi ha detto che se vinco, se vinciamo le elezioni, per Torino è finita. La nostra risposta è stata un sorriso e non ci siamo spaventati.

Sergio Ricca, Sindaco di Bollengo ha inviato, sulla carta intestata del Comune, una lettera a tutti i Sindaci della Città Metropolitana intitolata “Appello per Fassino”. Anche di fronte a questo uso scorretto delle istituzioni abbiamo reagito ribadendo che le Istituzioni sono di tutti e per tutti.

Maria Elena Boschi, qualche giorno fa, si è fatta sfuggire che se dovessimo vincere a Torino avremmo perso 250 milioni di euro per la Città della Salute. Dopo averlo denunciato pubblicamente ci ha confermato che, invece, i soldi ci saranno e noi sapremo usarli nel miglior modo possibile per la salute dei torinesi.

Ci hanno detto che siamo il partito del no e noi abbiamo ribadito tutti i nostri si. SI alla metro 1, SI alla metro 2, SI al collegamento con Caselle (metro 3), SI al completamento del passante ferroviario, SI alla riorganizzazione della macchina comunale per sburocratizzare, SI alla Città della Salute, SI al fondo per gli anziani vittime di furti scippi e rapine, SI al recupero della ex Manifattura tabacchi, SI al recupero edilizio dell’esistente, SI alle linee express in 19 minuti, SI al fondo da 5 milioni per i giovani, SI ai parcheggi bici custoditi nelle aree di interscambio, SI a più vigili nelle strade, SI al commercio di vicinato, SI alla tariffa giornaliera nei mercati, SI alla certezza e alla trasparenza dei fondi per la cultura.

L’elenco potrebbe essere ancora lungo. Abbiamo 350 pagine di SI.

Ci hanno accusato di volere una Torino “più piccola” e invece noi abbiamo ribadito la nostra visione  di una città più ambiziosa nella quale si insedino imprese internazionali per farla tornare ad essere una grande città produttiva, accogliente e con una qualità della vita migliore. Perchè durante il mandato di Fassino siamo passati dal 43 esimo al 55 esimo posto e Milano, tanto per citare una città a caso, è seconda.

Ci hanno detto che avremmo spento la vita notturna e invece abbiamo presentato le nostre proposte per far convivere il divertimento con il riposo dei torinesi.

Noi abbiamo realizzato tutta la nostra campagna elettorale con 41.600 euro raccolti grazie alla generosità di tanti di voi. Vi ricordate i panettoni che abbiamo incartato assieme, le colombe, le uova di Pasqua? La nostra forza sono le persone, siete tutti voi.

E’ notizia di qualche giorno fa che un candidato nella lista dei Moderati per Fassino ha speso sembra 300.000 euro e non ha pagato i conti. Si, siamo il partito del NO, NO a questa politica distante dai cittadini.

Avete letto che il primo atto del nuovo presidente della Compagnia di San Paolo è stato di aumentare gli stipendi per un ammontare di 400.000 euro. Noi proponiamo di tagliare i costi della politica per usare i soldi risparmiati per i giovani che hanno bisogno di lavoro. La differenza mi sembra sia evidente.

Hanno provato a dire che noi vogliamo licenziare i dipendenti del Comune. Noi già a Dicembre abbiamo invece presentato proprio ai dipendenti comunali il nostro progetto per riorganizzarlo perché i cittadini possano avere servizi migliori, i dipendenti possano servire la Città e si riducano le spese del Comune.

Adesso siamo qui, ancora una volta in questa piazza nella quale siamo venuti per proseguire il dialogo con voi.

Torino ha voglia di cambiare e domenica ha di fronte a sé una possibilità storica. Sentiamo già un’aria nuova, l’abbiamo sentita nei mercati ogni giorno, nelle piazze, negli incontri con tantissime persone. Perché questa possibilità diventi realtà bisogna che ogni torinese senta su di sé la responsabilità di cogliere questo cambiamento. Scriviamo la storia insieme!