La mostra di Manet a Torino: qualche chiarimento

Cosa succede con la mostra di Manet a Torino?

Vado a spiegarvi alcuni punti di cui in molti, giustamente, mi state chiedendo conto dopo aver letto notizie sui giornali a riguardo.

  1. L’attuale Giunta ha deciso di accantonare i progetti culturali avviati da quella precedente?Assolutamente no, men che meno quando questi riguardavano la mostra su Manet, che andava a concludere un ciclo sugli Impressionisti che non abbiamo avviato noi ma che avremmo comunque portato avanti dal momento che siamo a conoscenza dell’impegno di tempo e risorse per realizzare simili eventi;
  2. Quindi non sono la sindaca e la Giunta ad aver fatto in modo che questa mostra non venga fatta?No, la sindaca, l’assessora alla Cultura, Francesca Leon e tutta la Giunta hanno appreso di questo cambiamento sui giornali e senza essere stati informati prima in nessun modo, come invece dovrebbe essere quando avvengono cambiamenti così importanti all’interno di una Fondazione importante per lo sviluppo della Città.
    Come normalmente accade, sono le Fondazioni e le Società Partecipate che hanno il dovere di informare la Giunta, la quale decide la linea politica;
  3. Quindi c’è stato “solo” un problema di comunicazione?Non solo. L’errata comunicazione è stata una conseguenza di una dimensione strutturale che non ci appartiene e che vogliamo cambiare.Fino ad oggi la realizzazione delle mostre non si basava tra la collaborazione istituzionale del Museé d’Orsay e la GAM, ma su una relazione personale tra il sindaco della Città, il Museé d’Orsay e un operatore privato. Sicché il destino degli eventi culturali legati a queste realtà dipendeva dalla buona salute di queste relazioni personali.

    Ecco, no grazie. È esattamente il motivo per cui ci siamo candidati e abbiamo vinto le elezioni. Gli interessi dei cittadini non possono in alcun modo dipendere dalle vicissitudini personali di un singolo. Le Istituzioni che sono preposte a decidere devono muoversi attraverso comunicazioni e canali ufficiali che garantiscano la loro massima operatività e indipendenza;

  4. In questo modo però sono a rischio le iniziative culturali che portano un ritorno turistico ed economico sul territorio.No, non c’è nulla a rischio. Per me e per noi la Cultura è una priorità. Io penso che la Cultura abbia un valore in sé e non in funzione del ritorno economico sul territorio. Una mostra si fa perché è un valore aggiunto per la Città e per i cittadini, non solo perché porta soldi nelle casse comunali.Anche perché, e questo è bene precisarlo, i ritorni economici e turistici di questi eventi sono tutt’altro che rilevanti come si può pensare. Il ciclo sugli Impressionisti (che la mostra di Manet va a concludere) ha visto un 30% circa di accessi con l’Abbonamento Musei, mentre risulta quasi irrisoria l’accesso con carte turistiche.

 

Mi scuso per la lunghezza del post e concludo.
La Cultura per noi è un valore e personalmente mi sono sempre battuta per un’idea di vera Cultura, aperta, partecipata e diffusa da quando ho messo piede in Consiglio Comunale, ormai cinque anni fa.
Ho scelto come assessora alla Cultura Francesca Leon, una delle ideatrici dell’Abbonamento Musei, vera e propria istituzione in Piemonte e Lombardia. Ci siamo battuti e ci stiamo battendo senza sosta per realizzare un Salone del Libro che abbiamo saputo essere a rischio ben prima del mio insediamento, nonostante ciò, si farà. In occasione del devastante terremoto in Centro Italia abbiamo lanciato l’idea di devolvere gli incassi dei musei alle popolazioni terremotate – ancora una volta, puntando sui musei e sulla Cultura – iniziativa che è stata poi ripresa in tutta Italia.

Noi amiamo la Cultura e faremo in modo di svilupparla e farla crescere con tutti i mezzi a nostra disposizione.