San Giovanni: i fuochi segneranno un nuovo inizio


In questi giorni, alla luce dei fatti di Piazza San Carlo, si è dibattuto molto a riguardo della celebrazioni di San Giovanni, il santo patrono della nostra città.

Abbiamo letto e ascoltato tanti pareri e opinioni, sia di chi pensa che sia opportuno limitare i festeggiamenti, sia di chi, invece, ritiene che siano un simbolo importante di cui la Città non deve fare a meno.

Credo che ognuno abbia parlato col cuore e, sinceramente, non penso si possa giudicare l’una o l’altra posizione come giusta o sbagliata.

Un sindaco, però, ha il dovere di tracciare un percorso e per questo, insieme alla Giunta,  abbiamo deciso che le celebrazioni di San Giovanni si svolgeranno nel modo tradizionale e rappresenteranno per la città un nuovo inizio.

Per chi vorrà essere presente, quindi, il 23  sera, avrà luogo il consueto farò e il 24 si terranno i fuochi d’artificio in Piazza Vittorio – peraltro quest’anno rinnovati e meno rumorosi.

Durante il farò, dedicheremo un momento di raccoglimento a Erika.

Il 24, invece, in piazza Vittorio saranno garantiti i massimi standard di sicurezza per tutte le persone che vorranno assistere ai fuochi d’artificio.

 

San Giovanni: Torino reagisce guardando al futuro

 

Torino è una città che ha sempre saputo reagire alle sue difficoltà, conservando la memoria del passato ma con lo sguardo rivolto al futuro.

Il “farò” della sera della vigilia è, da sempre, considerato un simbolo di rinascita per l’intera comunità torinese.

Secondo la tradizione, se il toro cadrà verso sud, ovvero Porta Nuova, la città vivrà un anno prospero. Forse è per questo che ogni torinese è affezionato a questo rito. Per ognuno di noi quel toro rappresenta un domani in cui riporre le nostre speranze.

Così, quest’anno, San Giovanni sarà lo spartiacque tra ciò che è stato e ciò che sarà, perché, se è vero che non possiamo tornare indietro e cambiare il passato, è altrettanto vero che possiamo tutti iniziare – ora – a costruire un nuovo futuro.

Torino continuerà a vivere suoi eventi, a vivere le proprie piazze, ma lo farà in modo diverso, forte della dura lezione appresa in queste ultime settimane.

E Torino ricorderà per sempre Erika e la sua famiglia. Lo ha fatto nel giorno del Pride, lo fa oggi, giornata di lutto cittadino, lo farà a San Giovanni, lo farà negli anni a venire, soprattutto perché quanto accaduto, non si verifichi mai più.

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