Sull’inquinamento dell’aria – intervento in aula


Oggi siamo qui a dibattere della grave emergenza sulla qualità dell’aria della nostra Torino e del provvedimento conseguente adottato da questa Giunta di consentire il libero uso, senza alcun pagamento del biglietto, di tutti i mezzi del trasporto pubblico locale per due giorni. Sarebbe utile ripercorrere brevemente la questione ambientale.

Sapete bene, infatti, che il problema della qualità dell’aria non è recente, anzi negli ultimi tempi la deindustrializzazione unita ad un moderato sviluppo dell’offerta del trasporto pubblico, in particolare sul Sistema Ferroviario Metropolitano e la linea 1 della metropolitana, uniti alla crisi economica, ci hanno consentito di avere una situazione meno grave di quella di 15, 20 o 30 anni fa.
Parlare però di qualità dell’aria vuol dire entrare nel dettaglio delle sostanze inquinanti e noi sappiamo che attualmente il principale problema è correlato alle cosiddette polveri sottili, il PM 10.

Da un recente studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2013 si stima che in Italia ogni anno muoiano anticipatamente circa 8000 persone, con una riduzione dell’aspettativa di vita media di 36 mesi (3 anni!), nella sola Torino si stima siano 813, a causa dell’inquinamento atmosferico. I dati più recenti in base ai quali si ha una riduzione nel 2014 e nel 2015 del PM10 rispetto al 2013 riduce leggermente queste stime portandole a circa 600 morti all’anno. Proprio qui sta dunque il cuore del problema: gli effetti di questo inquinamento si vedranno tra molti, moltissimi anni ed ora gridare all’emergenza può essere visto come un allarme di cui, fondamentalmente, non si vedono effettivamente le ragioni. Ma esattamente come gli effetti di questa situazione si avranno solo negli anni, ciò che noi attualmente subiamo è, a sua volta, l’effetto di scelte sbagliate o di mancate decisioni che avrebbero dovuto essere prese 10 o 15 anni fa.

Noi sappiamo bene, cari colleghi, che il PM10, mi concentrerò al momento solo su questo inquinante, è dovuto per circa il 53% solo dal trasporto stradale, di questi il 35% è emesso allo scarico e il 18% è dovuto al risollevamento prodotto dal transito dei veicoli.
C’è quindi una responsabilità chiara univoca e diretta su coloro che hanno deciso le politiche di trasporto in questa città: più aumenta il traffico, sia esso pubblico o privato, più cresce il PM10.

Veniamo dunque all’ultima idea di questa Giunta: il trasporto gratis per due giorni.

Resto senza parole, caro signor sindaco, leggendo di questa vostra proposta. Pur giudicandola nel momento di grande emergenza che stiamo affrontando, non saprei quale aggettivo usare per definirla; forse superficiale? Come potete, infatti, pensare che garantire due giorni gratis sui bus possa migliorare la situazione ambientale? come potete pensare che un sistema di trasporto pubblico già al collasso possa reggere un eventuale uso di massa in questi due giorni? Nella vostra conferenza stampa avete affermato che non potenzierete i mezzi, anche perché non ce ne sono di “liberi” da aggiungere. Cosa succederebbe dunque se il 10% di coloro che non usano i mezzi decidessero di farlo? Domani e venerdì avremo i trasporti pubblici al collasso. Ah già però voi non vi siete posti degli obiettivi da raggiungere… questi 200.000 euro che verranno spesi nei prossimi due giorni non hanno l’obiettivo di aumentare gli utenti del trasporto pubblico!

Possiamo definirla miope? A Torino abbiamo una rete tranviaria di 84 km, con circa 220 km di binari e voi sapete a quando risale l’ultimo acquisto di un tram? Correva l’anno 2003 ed era la motrice 6054! In 12 anni la vostra amministrazione non è stata neppure capace di mantenere in vita quel sistema tramviario che c’era trasformando moltissime linee in bus. Ecco: quanti autobus sono stati acquistati in 12 anni? Quanto PM10 è stato prodotto in più e si sarebbe potuto evitare mantenendo in attività i mezzi elettrici. Perché avete spostato su gomma il trasporto che era su ferro? Rispondo io: perché costa di meno. Ed ora vi preoccupate delle conseguenze?
Possiamo definirla populista? Sapete bene che molti utenti sono abbonati ai mezzi pubblici, gli studenti, i lavoratori, gli anziani, giusto per citare alcune categorie. Questo provvedimento non interessa a loro, che già contribuiscono a finanziare il sistema di trasporto pubblico, ma al massimo eviterà che qualche utente abituato a non pagare il biglietto, ricordiamo la piaga dell’evasione, non sia sanzionato.
Lei ha detto, in conferenza stampa, che non si tratta di un provvedimento emergenziale; dobbiamo quindi dedurre che sarà strutturale? Ci saranno dei giorni fissi durante i quali non si pagherà il trasporto pubblico?

Servono veri interventi strutturali e una pianificazione di medio lungo periodo coordinata con gli altri enti, servono costanti iniziative di sensibilizzazione dei cittadini, servono interventi nei vari settori di competenza del comune come ad esempio una rete estesa di piste ciclabili protette utilizzabili e ben progettata in modo da garantire totale sicurezza, e anche una lotta costante alla malasosta, perchè ricordiamolo: la sosta in doppia fila perennemente impunita, incentiva l’utilizzo dell’auto, anzichè il contrario, e causa un aumento delle emissioni.

E poi, non vi pare assurdo parlare di tutto questo e nel frattempo vedere ad esempio la Regione, fare un passo indietro sugli sgravi per le auto meno inquinanti?

Cari colleghi, è tempo di considerare l’ambiente e il clima come beni comuni e fra i più preziosi. Servono scelte ed interventi strutturali, coraggiosi, condivisi nei modi e nei tempi comunque con i cittadini, che magari non collimano con il massimo della popolarità e il consenso ma che sono di buonsenso e che permettono miglioramenti della salute. Prevenire è meglio che curare.

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