Ecco come la Città di Torino si prende cura dei senzatetto

Ogni inverno, in tutte le grandi città, torna ad essere centrale il tema dei senzatetto.
Bene che sia così, affinché le difficoltà che vivono questi nostri concittadini non corrano il rischio di cadere nell’indifferenza dell’opinione pubblica.

Certamente sono al centro dell’attenzione dei Servizi Sociali della Città e di altre associazioni e comitati che di queste persone, in ogni modo possibile, si prendono cura.

Voglio iniziare da un tema che è comparso sulle pagine di alcuni giornali, dandomi così un’ottima occasione per ribadire l’operato della Città.

🐶 Mi riferisco ai senzatetto accompagnati da animali.

Sappiamo tutte e tutti che, per molte persone che vivono in strada, la compagnia di un animale è estremamente preziosa.

Per questo motivo, con la nostra Amministrazione, dal 2017, abbiamo fortemente voluto che tutti i dormitori gestiti dalla Città dessero la possibilità ai loro ospiti di accedere accompagnati dai loro animali da affezione. Proprio perché consapevoli di quanto il legame instaurato fosse importante.

In questo senso la Città collabora attivamente con associazioni e realtà che si occupano da anni del tema come, ad esempio, Homeless Not Dogless.
Non solo, sempre in Città esistono anche spazi dove, attivamente, agli animali di queste persone vengono fornite cure veterinarie.

Tuttavia sappiamo bene che, purtroppo, in alcuni casi, questi animali vengono sfruttati senza alcuno scrupolo esclusivamente per le pratiche di accattonaggio. Dietro questi fenomeni si possono celare racket e veri e propri traffici. Su questo fronte, le Autorità cittadine, sono estremamente attente e pronte a intervenire.

È anche in tal senso che, alla data del 3 febbraio 2020, è appena iniziato l’iter di revisione del regolamento comunale della Città di Torino. Ripeto: è appena iniziato l’iter.

Come tutti i procedimenti di approvazione, in una prima fase recepisce istanze che arrivano dalle parti civili – comprese quelle delle associazioni animaliste – dopodiché, vi saranno ulteriori, numerose, revisioni in tavoli di confronto con Istituzioni, comitati, associazioni e realtà del territorio, fino alla discussione in Consiglio Comunale e all’approvazione finale.

Lo dico chiaramente: i giudizi tratti arbitrariamente da una bozza di documento non possono avere alcun carattere di conclusività.

Così come “Guerra strisciante ai senzatetto” è un’affermazione che banalmente – ancora una volta – viene smentita dai fatti. Come ho detto sin qui e come continuo a raccontarvi.

Fake News de La Stampa sui senzatetto a Torino

Ora, dal momento che – purtroppo – talvolta si arriva a strumentalizzazioni anche di un tema così delicato, voglio, ancora una volta, dirvi come funzionano i sistemi di cura della Città nei confronti di queste gravi fragilità.

1️⃣ Iniziamo subito col dire che la povertà NON è una colpa. La povertà è una conseguenza di cause più o meno contingenti, non sempre dipendenti dalla volontà del singolo.
Ogni società che si rispetti ha il dovere di intervenire sulle cause della povertà, ed estirparle in ogni maniera possibile.
Istruzione, lavoro, riqualificazioni urbane, inclusione. Temi su cui stiamo lavorando alacremente e su cui abbiamo ottenuto anche diversi risultati, ma che non possono risolvere problemi contingenti. Che sono qui ed ora. E vanno affrontati qui ed ora.

2️⃣ Il “qui ed ora”, i problemi delle persone che dormono in strada si affrontano attraverso il lavoro di concerto delle Istituzioni e delle Associazioni che operano sul territorio. Servono persone di cuore – a cui va tutto il nostro ringraziamento – ma servono soprattutto professionisti.
Perché dietro ad ogni fragilità ci sono realtà complesse. Famigliari, sociali, sanitarie, psichiche. E queste non si risolvono lanciando una monetina.

Come ha detto – e condivido – la Vicesindaca Sonia Schellino, un’elemosina, per quanto fatta di cuore, può essere un balsamo per la propria coscienza ma rischia di essere un ulteriore incentivo a rimanere in strada. Poiché, banalmente, l’elemosina diventa una fonte di guadagno sufficiente a far rifiutare gli aiuti a disposizione. Che prevedono anche un’iniziativa dell’individuo per superare le situazioni di difficoltà.

3️⃣ L’indicazione per i cittadini è dunque quella di aiutare le persone senzatetto che vivono in strada, ma di farlo tramite donazioni ad associazioni riconosciute che si occupano di loro, e NON dando loro direttamente elemosina.
Ripeto, situazioni complesse richiedono soluzioni complesse. Non si risolvono con qualche spicciolo. Anzi.

4️⃣ In ultimo vale la pena ricordare, ancora una volta, ciò che la Città ha fatto per aiutare queste persone in difficoltà.
Risale al 2018 il piano di inclusione sociale, con la messa a sistema di risorse e fonti di sostegno, con un intero filone dedicato alla casa.
In questo modo, grazie al Terzo Settore, reperiamo risorse abitative da destinare alle persone più in difficoltà.
Così facendo la Città ha aumentato la sua capacità accoglienza, coinvolgendo oltre 100 associazioni e creando più di 400 risorse abitative.

Torino è poi la prima Città ad aver aperto i dormitori 24 ore su 24. Dove i senzatetto trovano un posto caldo e sicuro dove stare. Ciò è stato – ed è – particolarmente importante in un contesto pandemio come quello che stiamo vivendo.

Torino, infine, riconosce una residenza fittizia (“Casa Comunale”) alle persone senza fissa dimora, in modo tale da poter vedere garantiti tutti quei servizi che sono legati a una residenza.
Vale la pena ricordare che dopo ogni inverno circa un centinaio di persone senza fissa dimora si stabilisce regolarmente nella nostra Città.

L’attenzione di Torino alle povertà in strada è riconosciuta da più parti. Qui un articolo di Vatican News.

A tutto questo si aggiunge il grande aiuto del Reddito di Cittadinanza, di cui numerose persone senzatetto, come è giusto che sia, beneficiano.

Concludo. Sono in molte le realtà che riconoscono l’efficacia dei sistemi di assistenza della Città di Torino. Per questo devo ringraziare tutte e tutti coloro che si spendono in tal senso.

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