ATP finals_ ecco perché le preferisco alle olimpiadi con milano e cortina

Ecco perché preferisco le ATP Finals alle Olimpiadi con Milano e Cortina

Risposta al commento del sig. D’Agnano comparso su “Specchio dei Tempi” del 20 novembre 2019

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Nel 2006, da semplice cittadina, ho avuto l’opportunità di vivere il clima d’euforia che si respirava in città, lavorando anche per l’evento olimpico.

Più di recente, sotto la veste di amministratrice pubblica, ho anche avuto il privilegio di poter toccare con mano l’eredità lasciata da quell’evento, sia quella positiva che tutti, compresa la sottoscritta, ricordano con piacere, che quella negativa che non si può omettere in un giudizio razionale dell’impatto che tale evento ha avuto sulla città. 

ATP + Olimpiadi

Basti pensare che solo pochi mesi fa siamo riusciti a porre fine all’occupazione delle palazzine Ex-Moi, la più grande d’europa, iniziata nel 2013 ed avvenuta proprio in spazi degradati rimasti inutilizzati dopo le Olimpiadi. Per non parlare di alcuni impianti come il Bob a Cesana e il trampolino a Pragelato, o, tornando a Torino, dell’ex Medals-Plaza.
Tornando ai giorni nostri, come certamente ricorderà, lo scorso anno si presentò la possibilità di ricandidare Torino per l’edizione del 2026.

Forti di un’importante eredità, abbiamo proposto al Coni, con una delibera approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale, la candidatura della nostra città per quella che, con ogni probabilità,  sarebbe stata l’edizione più sostenibile della storia.

Il Coni, però, ricevute tre candidature, preferì farne delle tre, una, spalmata su un territorio molto vasto, dove a Torino veniva assegnata in tutto una disciplina e mezza su 15: il pattinaggio di velocità e l’hockey maschile. Qualcuno parlò addirittura di un’umiliazione per il nostro territorio.

A questo punto, viste le condizioni e l’incertezza relativa al reperimento dei fondi, Torino si sfilò e decise di intraprendere una strada diversa, candidandosi ad ospitare per 5 anni consecutivi le Atp Finals, un evento sportivo globale completamente nuovo per la città, capace di attrarre 250 mila spettatori in 8 giorni a edizione, trasmesso in 180 nazioni, con sponsorizzazioni provenienti da ogni parte del mondo, con ricadute totali per 500 milioni di euro.

Un evento per il quale si sono candidate 40 città nel mondo e che ci ha visto prevalere nella selezione finale su Londra, Tokyo, Manchester e Singapore e per il quale gli osservatori dicevano che Torino aveva una possibilità su 100 di farcela.

Un evento per il quale convinsi il Governo a stanziare una cifra importante, 78 milioni di euro

Un evento legato a una disciplina diffusissima in Italia, il tennis, seconda solo al calcio per numero di tesserati.

Un evento i cui atleti, seguiti in tutto il mondo,  possono raggiungere milioni di follower anche solo con la condivisione di un video, come fece Federer per la vittoria di Torino, raggiungendo 500 mila persone in poche ore. 

Quindi sì, lo ribadisco ancora: fra le due opportunità, credo che Torino abbia colto quella migliore. E, con la capacità di fare squadra che la caratterizza, sarà in grado di creare un evento indimenticabile per tutti… lungo 5 anni. 

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