Sonia Schellino e Chiara Appendino con alcuni bambini di Torino

[Lettera] Io, tutore di centinaia di bambini e una legge che va ripensata

Condivido con voi questa bellissima lettera della Vicesindaca della Città di Torino, Sonia Schellino, con deleghe ai Servizi Sociali. Pubblicata oggi su La Repubblica Torino.

Il tema è quello della proposta di legge regionale, “Allontanamento Zero”. Vi chiedo di leggerla con molta attenzione perché tocca il futuro delle bambine e dei bambini, e dunque quello di tutti noi.

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Gentile Direttore,

una delle prime cartelline che, da assessore, ho trovato sulla mia scrivania, riguardava un minore e si riferiva a una storia di abuso in famiglia.
In quel caso come in altre situazioni simili, la documentazione è fatta di pareri medici, eventuali segnalazioni di una scuola in cui un insegnante sensibile ha colto il disagio, atti dell’autorità giudiziaria che invitano a trovare presto un rifugio adeguato per quel bambino che ha bisogno di essere accolto, accudito e sostenuto, anche psicologicamente. E poi c’è l’immediata disponibilità delle famiglie affidatarie o delle comunità terapeutiche.

Una macchina si mette in moto, una squadra di persone che appartengono a enti diversi deve correre al massimo, anche di notte se il procuratore dice “subito”, per proteggere, riparare e restituire alla società, a tempo debito, una persona il più possibile equilibrata e solida.
Ricordo quello che pensai d’istinto: bisognava fare presto; e, le confesso, quella relazione non la lessi per intero. All’inizio non ce la facevo a leggere per intero, saltavo dei paragrafi, quanto bastava per non perdere il senso ma per risparmiarmi un po’ di magone.

La prima volta che ho letto il ddlr “allontanamento zero” ho avuto una sensazione strana. Bisogna fare presto se c’è un pericolo. Ma allora ha senso provare per qualche mese a dare un contributo finanziario alla famiglia?
A cosa serve dare dei soldi a una famiglia che lascia il bambino sporco e senza cibo perché gli adulti di casa sono sotto effetto di sostanze e nessuno è in grado di cucinare un pasto?

Poi ho ascoltato le argomentazioni con cui è stato presentato il disegno di legge, e si diceva che servirà a eliminare gli allontanamenti per ragioni economiche. E allora mi sono chiesta se mai in questi anni avessi letto relazioni nelle quali a fronte di una capacità genitoriale e di un ambiente amorevole, un bambino fosse stato allontanato perché la famiglia era povera. Mai. Men che meno ora, col reddito di cittadinanza.
Un noto studio di epidemiologi può essere utile a capire i rischi di strumentalizzazione dei dati: nel loro lavoro gli studiosi avevano dimostrato come il volo delle cicogne, in certi paesi della Gran Bretagna, correlava con le nascite. Questa associazione ‘spuria’ rappresentava un’implicita dimostrazione che le cicogne portavano i bambini.Ceteris paribus ci sono famiglie povere che hanno problemi di genitorialità, quindi la povertà è la causa dell’incapacità genitoriale; diamo loro dei soldi e non pensiamoci più. Facile, no? Beh, no.

E allora non me la sono più sentita di dirmi che le iniziali incomprensioni si sarebbero naturalmente superate.

Dopo aver chiesto e atteso invano degli incontri tecnici, badi bene, tecnici, non politici, per chiarire e per provare a dare un contributo per una legge a favore dei bambini, e per far lavorare al meglio chi si occupa di loro, ho unito la mia voce alle voci che in questi mesi si sono levate per chiedere alla Regione un ripensamento e un cammino condiviso, nel primario interesse dei bambini.

L’ho fatto per le centinaia di bambini di cui sono tutore durante il mio mandato, per il bambino della prima relazione che ho letto e per la bambina che, mentre veniva portata via di notte dalla sua casa, cogliendo in flagrante il suo aguzzino grazie a una intercettazione, abbracciava forte la persona in divisa che la portava in salvo e in lacrime le diceva “questo è il giorno più bello della mia vita”.

Il buon senso alla fine ha prevalso: la Regione ha sospeso il ddlr e ci sarà un tavolo di lavoro. A quel tavolo di lavoro ci saremo, con la massima disponibilità e con la nostra esperienza.

Sonia Schellino, vicesindaco della Città di Torino

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